martedì 6 settembre 2011

Gnochi de susini


Mi sono preparata per questo appuntamento con largo anticipo: volevo essere certa di arrivare per tempo!
Il fatto è che l'iniziativa di Anna ed Ornella, di proporre tutti la stessa ricetta nello stesso giorno, ognuno personalizzando il piatto a proprio modo, la trovo davvero irresistibile!
Metteteci poi che mi affascina molto scoprire le  tradizioni "altre"della cucina italiana, così ricca e variegata da nord a sud...insomma, questo mese, con questa ricetta, dovevo proprio iniziare a partecipare a "Quanti modi di fare e rifare...!".


I particolari "gnochi de susini" proposti da Libera mi hanno colpita da subito! 
Non li conoscevo, nè di nome e nè di fatto!

Primo piatto della tradizione triestina, si distingue per un delicatissimo gusto giocato sul contrasto "dolce-salato", per la presenza di un tenero ripieno a base di prugne negli gnocchi...
...contrasto che io ho voluto accentuare utilizzando il mio solito impasto di patate che prevede l'aggiunta del parmigiano (50 g per 1 kg di patate).
Rispetto alla proposta di Libera ho apportato altre due piccole varianti: ho sbucciato "i susini" prima di metterli a macerare con zucchero e cannella, perchè erano molto maturi e la buccia andava via con facilità, e li ho tagliati in due per realizzare degli gnocchi più piccoli.


Mi scuso se non posto alcuna foto che faccia vedere il ripieno degli gnocchi, ma per l'impazienza di mangiarli io e mio marito abbiamo dimenticato di scattarla! 

Per la ricetta originale vi rimando naturalmente alla mia cara e preziosa fonte!

Purtroppo non sono mai stata a Trieste! 
E' già da un po' che cerchiamo di organizzare una visita a questa città ma alla fine i programmi saltano.
Ma ora ho un ulteriore motivo per andare: assaggiare in loco gli "gnochi de susini"!

domenica 4 settembre 2011

Bicchierini crema e fichi con mandorle e panna


La prima volta che ho cucinato per degli ospiti è stato in occasione del mio diciottesimo compleanno, quando invitai le mie amiche più care, per le quali allestii una specie di buffet.

Il menù prevedeva:
  - insalata di riso con rucola e frutti di mare
 - vitello tonnato
 - pomodorini ripieni di mozzarella, olive e basilico
 - altro che non ricordo.....

Ricordo invece che per preparare questi piatti  in completa autonomia (dopo aver declinato la proposta di aiuto di mia madre, furba che ero!) mi ci volle tanto di quel tempo....addirittura un paio di giorni, se non vado errata....che, giunta al momento della cena, ero stremata e non vedevo l'ora di andare al letto, con buona pace dei festeggiamenti! Del resto avevo alle spalle esperienza con qualche torta e poco altro!

Ma l'insalata di riso con rucola e frutti di mare risultò talmente buona, che non sono più riuscita a ripetermi allo stesso livello: la classica fortuna del dilettante!

Ora...cosa c'entra tutto questo con i bicchierini dell'odierno post?
Quasi niente!
Se non che nascono appositamente per un buffet "speziale"....



...cioè una raccolta di ricette adatte ad un buffet, simbolicamente dedicato alla giornata nazionale della persona con sindrome di Down (9 ottobre 2011). La raccolta nasce da una bellissima idea di Libera (Accanto al camino) ed Antonella (AT21).

Bicchierini crema e fichi con mandorle e panna

Ingredienti
(per 6 bicchierini)

per la crema
250 g di latte
2 tuorli
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di maizena
la buccia di 1/3 di limone

per la mousse di fichi
400 g di fichi
1 cucchiaio di zucchero (solo se i fichi non sono sufficientemente dolci!)
3 cucchiaini di rhum 

inoltre 
mandorle tritate 
200 g di panna fresca da montare



Procedimento
Prepariamo la crema montando i tuorli con lo zucchero. Aggiungiamo la maizena, mescoliamo bene, versiamo gradualmente il latte, poi la buccia del limone (solo la parte gialla!) e la poniamo sul fuoco. Mescoliamo continuamente fino ad addensamento della crema: quando vela il cucchiaio è pronta! La lasciamo raffreddare con della pellicola posta a contatto con la superficie per evitare che si formi  la crosticina.
Laviamo e spelliamo i fichi, li frulliamo e assaggiamo per verificarne la dolcezza. Valutiamo se è opportuno aggiungere o meno lo zucchero. Versiamo tre cucchiaini  da caffè di rhum e mescoliamo.
Quando la crema risulterà fredda la suddividiamo nei bicchierini, procediamo allo stesso modo con la mousse di fichi. Poi facciamo uno strato con le mandorle tritate ed infine montiamo la panna e decoriamo i bicchierini.

Note
 - Se i bicchierini sono destinati a dei bambini o, semplicemente, non preferiamo l'alcool, possiamo sostiuire il rhum con qualche goccia di succo di limone. 
 - Trovo questi bicchierini semplici, buoni ed ampiamente personalizzabili. Vogliono infatti essere più che altro un'idea, oltre che un omaggio alla raccolta.
 - Ma vi pare possibile che una per allestire la scena dei bicchierini con i fichi, invece di attingere all'omonima pianta, acciuffa le foglie di un qualsiasi albero non identificato?
Purtroppo avevamo un bellissimo albero di fichi, ma, per motivi che vi racconterò in altra occasione, siamo stati costretti a tagliarlo. E non sempre c'è il tempo per la bella passeggiata in campagna!


Ed ora un saluto speciale a due amiche che, indipendentemente l'una dell'altra, mi hanno attribuito lo stesso premio: si tratta delle simpatiche Stefania (Nuvole di Farina) e Valentina (La cucina facile di Vale). Grazie ragazze! Siete veramente care a ricordarvi così spesso di me!

giovedì 1 settembre 2011

Orzotto zucca e porri mantecato alla Crescenza


"Zucca pelata ha fatto i tortelli
e non dà niente ai suoi fratelli.
I suoi fratelli fan la frittata
e non dan niente a Zucca pelata.
Zucca pelata ha fatto i crostini
e non dà niente ai suoi cugini.
I suoi cugini fanno il torrone
e a Zucca pelata nemmeno un boccone."

Se c'è un ortaggio che ci accompagna "amorevolmente" verso l'autunno  questo è sicuramente la zucca.  Intanto perchè si inizia a raccogliere già in tarda estate; e poi perchè dell'estate ha tutto il colore!
Sprizza energia e irradia calore! Protagonista di filastrocche, suscita simpatia!  E nella sua umiltà (ed economicità!) è ricchissima di vitamine e sali minerali. Ha pochissime calorie... Cosa si può chiedere di più ad un ortaggio?

Io è già da un po' che nelle mie passeggiate campestri mi soffermo al bordo dei campi per verificarne, impaziente, il grado di maturazione:...ora finalmene eccola, in tutto il suo rigoglioso splendore!

  
Orzotto zucca e porri mantecato alla Crescenza
  
Ingredienti per 2 persone
170 g di orzo
250 g di zucca
1 porro grande (o 2 piccoli!)
2 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaio (bello colmo!) di formaggio Crescenza
2 cucchiai di parmigiano
1 pizzico di peperoncino piccante
6 cl di brodo vegetale
una spruzzata di vino bianco (scusate, non l'ho misurato!)
sale


  
Procedimento
  
Prepariamo le verdure lavate ed asciugate: riduciamo i porri in rondelle e la zucca in cubetti. In una casseruola scaldiamo l'olio e saltiamo le verdure con un po' di peperoncino, le portiamo a cottura, saliamo leggermente. A questo punto togliamo le verdure e le teniamo in caldo; nel tegame tostiamo l'orzo, rimestandolo spesso. Quando, toccandolo con il palmo della mano, l'orzo è ben caldo (Attenzione! Pericolo Ustioni!), possiamo ritenere avvenuta la tostatura e sfumare con il vino, fino a completa evaporazione. A questo punto aggiungiamo il brodo portandolo a livello dell'orzo, mescoliamo e facciamo assorbire. Aggiungiamo altro brodo, rimettiamo le verdure nella pentola, mescoliamo e portiamo a cottura, come per un normale risotto.
Il tempo di cottura varia a seconda della qualità di orzo, considerate i tempi indicati sulla confezione. Io l'ho tenuto abbastanza al dente. Pochi secondi prima di spegnere ho messo la Crescenza, ho mescolato bene ed ho  spento il fornello. Poi ho proseguito la mantecatura con il parmigiano. Ho coperto il tegame, ho fatto "riposare"qualche minuto e poi ho servito in tavola.

Note
 - Sia la zucca che il porro sono verdure dal sapore dolce, pertanto un formaggio con una punta di acidità come la Crescenza, contrasta e allo stesso tempo, esalta il sapore. Per questo stesso motivo io preferisco che un po' di peperoncino mitighi la dolcezza delle verdure.
 - Naturalmente possiamo preparare anche un risotto con gli stessi ingredienti e analogo procedimento.
 - L'orzotto può essere aromatizzato con della salvia, del rosmarino o altra spezia fresca a piacere: io non l'ho aromatizzato per poter distinguere meglio il delicato sapore degli ingredienti.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Funghetto o Scherzetto???" de "Il giardino degli aromi".

martedì 30 agosto 2011

Rice Bread - Pane inglese al riso


E' da quando ero ragazzina che subisco il fascino della cultura tradizionale inglese!
Forse perchè ho trascorso molta della mia adolescenza (e non solo!) a sognare sui romanzi di autrici come la Austen o le sorelle Bronte (ebbene si, sono una romantica!) o anche Virginia Wolf e Archibald J. Cronin.
Mi hanno sempre incuriosita le pagine che raccontano l'intimità di scene domestiche e familiari, che spesso si traducono in tavole imbandite e affreschi di vivande d'altre luoghi.....
...so cosa state pensando:...che la cucina inglese non si è mai distinta per ricercatezza e varietà.
E sarà pure così, ma io ho avuto occasione di conoscerla direttamente in tempi abbastanza recenti e devo dire che non sono rimasta delusa. E pur vero infatti che anche in Inghilterra c'è stata negli ultimi anni una nuova tendenza ad approcciare il cibo in maniera più attenta e raffinata: essendo una civiltà realmente cosmopolita, riesce a percepire le suggestioni delle molteplici etnie che ospita, rielaborate in proposte di avanguardia. Londra in particolare si distingue per dinamismo e varietà culturale!
E il divario che, fino a qualche anno fa, c'era tra la nostra gastronomia e la loro, se non si è colmato, probabilmente si è attenuato!
Questa ricetta, in realtà, ha ben poco a che vedere con le nuove tendenze: è un pane inglese tradizionale, che più tradizionale non si può!

La prima volta che l'ho preparato ero seriamente intenzionata ad attenermi con scrupolo alla ricetta inglese "madrelingua"...con vocabolario alla mano e convertitore umano (leggi:"marito"!) di cups in grammi!
Ma nonostante il numero esiguo di ingredienti e la semplicità di esecuzione qualche incongruenza c'era. 
Ad esempio non veniva indicata la quantità di riso da crudo, ma solo da cotto: cosa che mi convinceva poco, perchè in questo caso il peso  dipende molto dalla quantità di acqua assorbita dal riso.
Il lievito? E chi lo sa quale!...la ricetta prevedeva il lievito istantaneo e poi metteva l'impasto a lievitare per ore.
Farina? La ricetta ne prevedeva 700 g: secondo me troppi in rapporto a tutti gli altri ingredienti.
Insomma, nonostante la volontà di attenermi alla tradizione qualche modifica è stata necessaria.

A me questo pane piace molto: non ha una mollica alveolata, ma sofficissima e leggera, con una crosticina croccante, anche nei giorni successivi alla preparazione.
Adattissimo ad essere tostato, nasce come pane in cassetta: ma io volevo un pane più croccante e l'ho tras....formato!

E per quanto riguarda l'uso...vi potete sbizzarrire: con il dolce o con il salato la resa è ottima!


........appena sfornato....anche se poco prima di cena....io non ho resistito...e un po' di burro...un cucchiaino di confettura "fragole-vaniglia-home-made"...antipasto insolito, ma tanto buono!

Ecco quindi la mia versione del tradizionale.....

Rice bread - Pane inglese al riso

Ingrediennti
80 g di riso + 330 g di acqua
300 g di acqua
500 g di farina Manitoba o semplicemente "0"
4 cucchiai di olio di noci (sostituibile con dell'olio di semi di mais)
1 cubetto di lievito di birra fresco 
2 cucchiaini di malto d'orzo (o miele)
2 cucchiaini di sale


Procedimento
Mettiamo il riso in un tegamino con 330 g d'acqua e 2 cucchiai di olio. Lasciamo sul fuoco a fiamma moderata fino a quando l'acqua sarà completamente assorbita: il riso deve risultare ben cotto, quasi disfatto!
Lasciamo intiepidire. Intanto prepariamo su un piano da lavoro la farina a fontana; sciogliamo al centro il lievito con un po' di acqua tiepida e il malto. Poi continuiamo a versare l'acqua, gradualmente, quella che la farina assorbe: circa 300 g in tutto.
Aggiungiamo l'olio rimasto e il riso tiepido. Impastiamo brevemente, uniamo il sale e continuiamo a lavorare l'impasto che deve risultare umido, come quello della foto.
Poniamo l'impasto a lievitare per un paio d'ore in un contenitore a bordi alti, in ambiente riparato (io nel forno a microonde!).
Trascorso il tempo, prendiamo l'impasto, lo lavoriamo, lo mettiamo nella teglia da forno e lo lasciamo lievitare di nuovo per un'altra ora circa.
Dopo la seconda lievitazione inforniamo a 220° per i primi 10 minuti, poi portiamo la temperatura a 180° e proseguiamo la cottura per circa 30 minuti.
E' pronto quando sarà dorato in superficie e  avrà la crosticina croccante sia sopra che sotto.

Note
- La quantità di acqua è sempre indicativa: dipende da quanta ne assorbe la farina.
- Il quantitativo di lievito può variare: se abbiamo più tempo a disposizione mettiamone anche meno. Ma vi assicuro che in questo pane l'odore caratteristico del lievito non si avverte come invece avviene per altre tipologie. Non so se può dipendere dalla presenza del riso. Non l'ho provato con il lievito madre...non credo ci siano problemi ad utilizzarlo.
- Si si, so di essere un po' vintage: ancora con la tavola di legno per impastare! Voi avrete tutte la macchina per il pane! Io invece ho una incurabile allergia agli elettrodomestci, quindi, se posso, li evito!

domenica 28 agosto 2011

Sotto il segno della formica



 Tempo di conserve........

In inverno, essendosi bagnati i chicchi di grano, le formiche li esposero all'aria; una cicala invece che aveva fame chiedeva loro del cibo.
E le formiche le dissero:
"Perché durante l'estate non hai raccolto del cibo?".
E quella disse:
"Non sono stata in ozio, ma ho cantato armoniosamente".
E quelle mettendosi a ridere dissero: "Ebbene, se nelle giornate d'estate hai cantato, d'inverno balla".
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Ho omesso volutamente la morale!
....quello che volevo rappresentare attraverso questa famosa ed emblematica favoletta di Esopo è semplicemente un lato che mi appartiene e che credo sia comune a molte di voi...non esiste estate senza conserve!
Ed è tutt'un crescendo : la "voglia di conservare" aumenta progressivamente allo scemare dell'estate!
Che siano conserve di frutta o di verdure, che siano marmellate o amari, sott'olio o sott'aceto.....qualche pezzetto d'estate mi piace imbarattolarlo, magari con pizzi e fiocchetti, e portarmelo dietro fino all'inverno.
A distanza...aprire il barattolo e sentire la dolcezza dell'estate mentre, al mattino,  tosto il pane per la colazione... io non riesco a farne a meno!


Confettura di prugne "Florentia" aromatizzata allo zenzero

Ingredienti
1,5 kg di prugne al netto degli ossi
700 g di zucchero
1/2 limone
40 g di zenzero

Procedimento
Mettere la frutta ben lavata in una casseruola d'acciaio dal fondo spesso e portare a ebollizione a fiamma moderata. Mescolare e schiumare di tanto in tanto. Quando la frutta apparirà disfatta, circa una mezz'ora dopo, la pesiamo e in base al peso decidiamo il quantitativo di zucchero. La riportiamo ad ebollizione e versiamo zucchero, limone spremuto e zenzero grattugiato. Io l'ho tenuta sul fuoco da quel momento circa 1 ora: dipenderà molto dalla consistenza della frutta, dal grado di maturazione.
Quando, versandone un po' su un piattino, la confettura (da fredda) non scivolerà via, potremo considerarla pronta. La verseremo quindi bollente nei vasi sterilizzati in forno a 100° per una ventina di minuti (per ulteriore sicurezza si può passare nei barattoli, prima della marmellata, l'alcool puro a 90°). Chiuderemo i barattoli una volta freddi, ponendo tra il coperchio e la confettura un foglietto di carta oleata sterilizzata con l'alcool puro.


Note
- La ricetta base che seguo  prevede 800 g di zucchero per ogni chilo di frutta, pesata dopo la prima mezz'ora di cottura: io ho ridotto notevolmente il quantitativo, considerando che da cotta la frutta pesava circa 1 chilo e 200 grammi. Quindi secondo la ricetta avrei dovuto mettere 1 kg di zucchero.
Se gradite le  confetture asprigne potete attenervi alla mia dose, altrimenti considerate la ricetta base.
- Molte persone chiudono i vasi della confettura ancora bollenti e li capovolgono per creare il sottovuoto: io ho sempre seguito il metodo che vi ho illustrato nella ricetta e non ho mai avuto problemi di conservazione. 
Certo, nel caso specifico il quantitativo di zucchero è notevolmente ridotto, quindi se avete intenzione di conservare a lungo la confettura, fate bollire i barattoli in un tegame, avvolti in un panno e completamente coperti dall'acqua (mezz'ora dall'ebollizione), lasciandoli poi raffreddare nel tegame con l'acqua. O comunque conservateli in frigo, una volta aperti.
- Anche lo zenzero conferisce una nota di asprezza alla confettura, che secondo me si abbina molto bene alle prugne.

venerdì 26 agosto 2011

Bavarese di caprino all'erba cipollina con speck e fichi caramellati al balsamico


Che io sia una gran pigra ormai lo avete capito, visto che non perdo occasione per ribadirlo!
Che io non sia una grande sportiva si può facilmente dedurre!
Che però mi piaccia  passeggiare tra boschi e campagne è altrettanto acclarato!

Non così mio marito!
Lui è una persona che ha bisogno di interi pomeriggi domenicali trascorsi sul divano per ricaricare le energie che spende ampiamente nel corso della settimana!
Si è sempre dedicato a molte attività, in particolare sportive. Penso che abbia provato a praticare quasi tutti gli sport possibili...sci, bicicletta, corsa...calcio, calcetto e calciotto...addirittura kendo giapponese! Ma per una serie di motivi, soprattutto di ordine lavorativo, di recente è stato costretto a disertare campi e piste, con disagio psico-fisico che potete capire, se conoscete persone sportive costrette all'inattività.

A questo aggiungete che si è ritrovato, poveretto!, anche con un blog di cucina in casa... così,  all'improvviso, da un momento all'altro!....va da sè che è stato necessario correre ai ripari!
E' della scorsa settimana la decisione di riprendere una delle vecchie attività sportive: e quale se non l'unica che prevede un terzo tempo mangereccio?!? Il rugby appunto!
Vi terrò informate su eventuali "mangiate" prossime venture!

Gli allenamenti si svolgono  in serata un paio di volte a settimana; per evitare di ritardare troppo la cena spizzichiamo qualcosa di fresco prima che esca...e magari un gelatone quando torna!
L'altra sera ho risolto la nostra cena-fredda con delle saporite e facilissime bavaresi di caprino: a volte mettere nel piatto del semplice formaggio, in purezza, è un po' triste. Soprattutto se, insieme ad un' insalata, deve rappresentare l'unica portata della cena!
Se si tratta di un formaggio morbido è sufficiente arricchirlo con degli aromi freschi a piacere, per garantire al piatto una maggiore ricercatezza. Disponendo inoltre di un paio di foglietti di gelatina (o altro legante!) diventa una bavarese di sicuro effetto!



E' notorio che il formaggio con la frutta, pere o altro che sia, rappresenti un connubio gustosissimo; lo avevo già proposto in uno degli ultimi post.
Ma questi fichi caramellati al balsamico...! Che cosa sono....!!!
Buoni freddi, tiepidi, caldi...col formaggio più o meno fresco, con salumi e affettati vari, con la pizza/focaccia...o con un gelato: perchè no?
Insomma, vedete un po' voi, cosa volete farne, ma, per cortesia, fateli!


Bavarese di caprino all'erba cipollina con speck e fichi caramellati al balsamico
Ingredienti per 2 persone 

per le bavaresi
300 g di formaggio caprino fresco
20g di grana padano
6 cucchiai di latte
5g di gelatina in fogli (colla di pesce!)
1 mazzetto di erba cipollina
sale affumicato
pepe

per i fichi caramellati
8 fichi
40 g di zucchero
2 cucchiai di aceto balsamico
4 cucchiai d'acqua

inoltre
speck



Procedimento
Mettiamo ad ammollare la colla di pesce in acqua fredda. Nel frattempo lavoriamo il caprino con 2 cucchiai di latte, saliamo, pepiamo, uniamo il grana e l'erba cipollina tagliuzzata con le forbici, lo riduciamo in crema. Scaldiamo in un pentolino il latte restante, quel tanto che basta per sciogliervi la gelatina. La uniamo al formaggio, amalgamiamo bene e suddividiamo in due stampini lisci, da riporre in frigo per circa 2 ore.
Ora prepariamo i fichi: li laviamo bene non eliminando la buccia. Li mettiamo in un pentolino insieme a zucchero, aceto ed acqua. Lasciamo sulla fiamma moderata per una decina di minuti o fino a quando il liquido, ritirandosi, inizia ad essere filante, cioè a caramellare.

Note
- Dato che lo speck affianca la bavarese al caprino,  ho insaporito il formaggio con una lieve macinata di sale affumicato.
- In realtà per allestire il piatto per due persone, di fichi ne basterebbero quattro, ma visto che ci siamo...!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta:



.......e anche......

mercoledì 24 agosto 2011

Cake "caffè e latte" per il caffè-latte



Vi ho già raccontato di quanto sia tragico il risveglio mattutino per la sottoscritta!
Sono di quelle che si alzano imbronciate, senza un perchè!
L'unica cosa che può risollevare le sorti della mattina è una buona colazione: che deve essere lenta, lunga e assaporata!
La mia lentezza nel prendere l'immancabile latte e caffè in casa mia è quasi proverbiale!
L'espressione che mi sento esclamare da una vita è : "Ma ancora con quella tazza in mano stai!?!"
Non potrei mai fare la colazione di sfuggita, in piedi, mentre mi preparo o, peggio, fuori casa. Ho bisogno di tranquillità e silenzio.
Magari soffermandomi su qualche rivista di cucina o di arredamento, un'altra cosa che mi piace molto!

La colazione è un rito, che inizia caricando la caffettiera e prosegue di fronte a  qualcosa di dolce, soffice e buono da mangiare con latte e caffè.
E se non si compie il rito io di casa non esco!
................


.................
E se il caffè-latte c'è sempre..... il dolcetto è sempre diverso!

Per la colazione non amo i dolci troppo elaborati: questo plumcake nella sua semplicità è l'ideale!
Ho provato a farlo in uno stampo circolare, a tortina, ed è ugualmente molto buono perchè rimane comunque soffice. Secondo me, come tortina, si presta anche ad essere farcita con una buona crema, volendo!...magari al caffè!....con qualche ciuffetto di panna!....

Cake "Caffè e latte"
Ingredienti

300 g di farina
150 g di zucchero
100 g di burro
2 uova
una tazzina di caffè ristretto
1 cucchiaino di caffè solubile
1 bicchiere di latte
30 g di cioccolato fondente in scaglie (facoltativo)
una bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale

Procedimento
Preparare il caffè ristretto, metterlo in una tazzina, sciogliervi il caffè solubile e lasciarlo raffreddare.
Sbattere molto bene le uova con lo zucchero. Aggiungere il burro fuso, il caffè, il latte, la farina setacciata con il lievito, il sale. Amalgamare bene gli ingredienti e aggiungere il cioccolato in scaglie.
Infornare a 170°/180° per circa 40 minuti. Verificare il grado di cottura con uno stecchino di legno, che deve uscire asciutto!

Note
- Ho messo solo 30 g di cioccolato per esaltare il sapore del caffè: voi  potete ometterlo o aggiungerne di più, assecondando i vostri gusti.
- Anche il caffè solubile può essere omesso, io ho voluto accentuare l'aroma.
- Le foto sono state scattate realmente a colazione: non potete capire che sforzo!!!

Con questa mia colazione partecipo alla raccolta organizzata dal blog My taste for food :



...e grazie a Carlotta per la segnalazione!