sabato 14 gennaio 2012

Marmellata di mele cotogne

 
C'è una incongruenza su questo blog...chi scrive sembra non aver ancora deciso se assecondare l'abitudine  ad utilizzare il termine marmellata per indicare le conserve di frutta, o se attenersi a quello che sarebbe corretto, cioè confettura.
Ormai è risaputo che le marmellate sono solo quelle di agrumi...tutte le altre "diconsi" confetture.
Ma a me questa cosa proprio non mi scende!
Per una vita ho sempre utilizzato il termine marmellata indifferentemente...solo e soltanto il termine marmellata!
Una volta (neanche tantissimo tempo fa a dire il vero!) si usava così!
E mi suona più famigliare e casaligo...forse è una questione affettiva.
Perchè io al termine marmellata ci sono affezionata.
Al termine "confettura" invece no!
E se qui  c'è un tentativo di adeguamento, qui il proposito è già miseramente saltato!
Credo proprio che da questo momento in poi userò sempre il termine marmellata a prescindere dai frutti, sperando che non se ne abbiano a male i puristi della lingua! 


Mi piace molto il colore della marmellata di mele cotogne...che in questo caso fa pendant col vassoietto!

Devo ammettere che il mio rapporto con questi frutti è un po' controverso. Non riesco a sbucciarli con facilità e non mi entusiasma il fatto che in cottura necessitino di acqua per quanto sono duri.
Di solito faccio le marmellate con solo frutta e zucchero!

Per poterli sbucciare meglio ho lasciato che maturassero un po'...ma nel momento in cui viene eliminata la buccia il cambio di colore è quasi immediato.
Ma il risultato finale è molto piacevole!

Ingredienti
1 Kg di mele cotogne
750 g di zucchero
2 stecche di cannella  o polvere (facoltative)
1 limone (facoltativo)
alcool puro per sterilizzare i barattoli

Procedimento
Man mano che sbucciamo la frutta immergiamola in una bacinella d'acqua acidulata con succo di limone....Questo solo se vogliamo che il colore resti più chiaro!
Mettiamo la frutta in un tegame e la copriamo a filo con dell'acqua. Portiamo ad ebollizione e aspettiamo che le mele diventino tenere. A questo punto passiamo la marmellata e aggiungiamo lo zucchero. Se decidiamo di utilizzare le stecche di cannella le metteremo nel tegame da subito e le toglieremo a fine cottura. Se optiamo per la cannella in polvere invece la aggiungiamo in quantità a nostra scelta, dopo aver passato la frutta.
La marmellata è pronta quando, messa a raffreddare in piccola quantità su un piatto, non scivola via.
I barattoli puliti vanno sterilizzati in forno a 100 g per una ventina di minuti.  Devono essere ancora caldi quando li sterilizziamo ulteriormente con un po' di alcool puro fatto scivolare sulle pareti. E bollente deve essere la marmellata quando viene versata nel barattolo.
Copriamo i barattoli aperti con dei tovaglioli di carta, lasciamo raffreddare 24h prima di coprire ciascun barattolo con della carta oleata sterilizzata con l'alcool e chiuderli bene con i coperchi.

Note
Dovendo aggiungere l'acqua, ho calcolato il peso della frutta (e il conseguente quantitativo di zucchero) da cruda, a differenza del solito. Con questa percentuale di zucchero avremo una marmellata mediamente dolce...dipende molto dai gusti personali.

giovedì 12 gennaio 2012

Zuppa di fagioli borlotti e indivia

E avevo superato quasi indenne tutto l'autunno e parte dell'inverno....senza febbre, tosse, raffreddore...
ma sembrava troppo bello per essero vero!
Infatti da ieri mi sono ritrovata, dal nulla, con emicrania, una spalla dolente e un discreto mal di gola: l'auto-diagnosi è che mi sta arrivando l'influenza, forse!
Proprio ora che non posso starmene a casa e devo sbrigare una serie di servizi...e devo andare a fare la spesa...non sia mai che si rimanga senza mangiare!
A questo proposito devo dire che io ad inizio d'anno ho evitato accuratamente di fare grandi propositi per quanto riguarda diete e improbabili iscrizioni in palestra...tanto mi conosco...
La fortuna è che verdure e legumi mi piacciono molto e quindi possono tranquillamente caratterizzare i miei pasti, anche per una settimana di seguito, senza che questo rappresenti un sacrificio.
Certo, poi il dolcetto ci scappa sempre...ma questa è un'altra storia!....mica possiamo sprecare i panettoni rimasti!


E se l'influenza è uno degli aspetti negativi dell'inverno...di risvolti positivi questa stagione ne ha pure tanti! 
Volete mettere l'intimità e il calore domestico che evoca una zuppa, magari gustata davanti al tepore di un caminetto acceso e con un buon bicchiere di vino rosso (...per gli amanti del genere, naturalmente!)?
E allora...rinfranchiamoci!

Zuppa di fagioli borlotti e indivia 
Dosi per 4 persone

Ingredienti
250 g di fagioli borlotti secchi
1 cespo grande di indivia riccia
1 carota
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
1/2 costa di sedano
250 g di pomodori pelati
peperoncino piccante
olio evo
sale e pepe


Procedimento
La sera prima mettiamo in ammollo i fagioli in acqua tiepida, cambiandola almeno 2 volte.
La mattina lessiamo i fagioli partendo da acqua fredda e senza salare. Scegliamo e laviamo l'indivia, la lessiamo per pochi minuti in acqua bollente. A fine cottura scoleremo e triteremo l'indivia, senza gettare via l'acqua di cottura, che terremo da parte in una brocca. Faremo lo stesso per il liquido di cottura dei fagioli.
In un tegame ampio e capiente prepariamo un sughetto.  Tritiamo grossolanamente carota, sedano, cipolla, aglio e li facciamo appassire nel tegame con un filo d'olio. Aggiungiamo il peperoncino e infine i pelati. Quando le verdure risulteranno tenere e il sughetto ristretto, aggiungiamo nel tegame  i fagioli e l'indivia. Mescoliamo e lasciamo insaporire un po'. Ora versiamo l'acqua di cottura dei legumi e della verdura, fino ad avere la consistenza desiderata.
Lasciamo sobbollire per una ventina di minuti, in modo che si mescolino i sapori.
Saliamo, pepiamo e completiamo con dell'olio a crudo.

Note
Questa zuppa la preparava spesso mia madre e a me è sempre piaciuta molto!
Si percepisce il gusto amarognolo dell'indivia senza che predomini sul resto degli ingredienti, perchè comunque è più delicata rispetto ad altre verdure con caratteristiche simili.
E' un piatto rustico, che si accompagna bene con un buon pane casereccio, magari nero, di segale volendo... meglio ancora se abbrustolito sulla brace del caminetto di cui sopra!

martedì 10 gennaio 2012

Pasticcio di porri e patate al caprino


Non tutti i pasticci vengono per nuocere!
In realtà non era proprio così che recitava il proverbio...ma poco importa!
E' importante invece sottolineare come, dal nulla, sia nato un contorno (o secondo piatto, antipasto, piatto unico....a seconda delle quantità e di come scegliamo di servirlo) buono, anzi, di più!
Porri e patate in coppia non sono certo una novità: ricordo come fosse ora mia nonna che spesso, per la cena, preparava i due ortaggi insieme. Faceva stufare le patate a cubetti e i porri a rondelle in una capace padella di ferro, di quelle che si usavano una volta e che garantivano una consistenza croccante a tutti gli alimenti.
E di certo non risparmiava sull'olio mia nonna...i suoi piatti erano sempre ben conditi e saporiti, una cucina molto gustosa!
Chissà perchè certe immagini vissute da bambini, anche apparentemente poco significative, ce le portiamo dietro negli anni!
...dall'immagine che conservo di mia nonna che spiegava a me che ero piccola quanto facessero bene i porri e quanto fossero buoni con le patate, ho sviluppato una forte simpatia per tale abbinamento che spesso e volentieri sperimento in forma diversa.
Questo pasticcio è solo l'ultimo della serie di esperimenti. E' piaciuto molto sia a me che a mio marito, anche perchè il caprino ci sta che è una meraviglia! E non potete immaginare che profumo si è sparso per casa mentre il pasticcio era in forno!


Pasticcio di porri e patate al caprino
Dosi per 2/3 persone

Ingredienti
500 g di patate
2/3 porri (a seconda della grandezza)
olio evo q.b.
3 cucchiai di caprino stagionato grattugiato
sale e pepe
pangrattato q.b.

Procedimento
Peliamo le patate e le tagliamo a fette di pochi  millimetri di spessore. Le caliamo in acqua bollente per alcuni minuti, le scoliamio e le teniamo da parte.
Nel frattempo laviamo e tagliamo a rondelle solo la parte bianca dei porri, che stuferemo in una padella con poco olio fino a quando risulteranno morbidi. Saliamo e pepiamo leggermente.
A questo punto ungiamo di olio una piccola pirofila e iniziamo a creare il pasticcio disponendo a strati i nostri ingredienti. Disponiamo prima le patate con un filo sottile di olio e un pizzico di sale, poi i porri e una spolverata di caprino grattugiato. Proseguiamo fino ad esaurimento degli ingredienti, tenendo conto che sarebbe opportuno terminare con le patate perchè i porri in superficie rischierebbero di bruciare. Completiamo con un cucchiaio di pangrattato e un giro di olio. Inforniamo a 180° fino a quando si sarà formata una bella crosticina dorata. Verifichiamo anche che le patate abbiano completato la loro cottura.

Note
Potremmo ricorrere a delle pratiche ed eleganti monoporzioni per la realizzazione di piccoli pasticci, qualora dovessimo ritenere questa ricetta un valido antipasto o contorno per una cena con degli ospiti. 


Con questa ricetta partecipo al


...questa settimana ospitato da Simona del blog Simona's Kitchen .
Per saperne di più vi lascio alcuni links:



domenica 8 gennaio 2012

I Cantucci per Quanti modi di fare e rifare


E finalmente ce l'ho fatta a partecipare!
Quanti modi di fare e di rifare è una bellissima iniziativa di Anna e Ornella, che ogni mese ci porta a scoprire una nuova ricetta da realizzare in un progetto comune con altre bloggers. Metodi, tecniche ed abitudini in cucina, da confrontare e conoscere.
Questo mese siamo andati a scoprire i Cantucci di Tiziana del blog Cucinando e assaggiando.
E' la prima volta che mi capita di cimentarmi con i Cantucci... 


...a casa mia piacciono molto, ma non appartengono alla nostra tradizione. Per questo li abbiamo sempre un po' trascurati.
Ma devo dire che vale la pena farli: buoni e leggeri, si addicono ad ogni momento della giornata.
Sono contenta che questa iniziativa e Tiziana mi abbiano dato l'occasione di conoscerli più da vicino.
Li ho fatti attenendomi alle indicazioni di Tiziana...ho solo raddoppiato il quantitativo di lievito e ho aggiunto un tocco di colore con i mirtilli rossi secchi (180 g).
Non mi resta che rimandarvi direttamente alla fonte per le indicazioni sulla ricetta!


 Ci vediamo tutti il prossimo 6 febbraio con le Fettuccine dolci di Fr@ !


giovedì 5 gennaio 2012

Ciambella morbidissima per la Befana ...con panna, limone e glassa


Quando ero piccola il giorno più atteso tra tutti quelli delle festività natalizie era l'Epifania.
Perchè i regali più belli li portava, all'epoca, non il ricco Babbo Natale, ma la  povera vecchina sulla scopa.
La sera prima avveniva l'allestimento della casa per accogliere la Befana.
Io e mia sorella appendevamo al camino le calze, che al mattino dopo avremmo trovato colme di caramelle, vestitini per le Barbie, i piccoli Fiammiferini (ve li ricordate?... bambolottini custoditi dentro a delle scatoline simili a quelle dei fiammiferi appunto). E poi c'era qualche pacco più grande fuori dalla calza.
I miei, per rendere l'arrivo della Befana più credibile, ci facevano preparare dolci e caffè che la nonnina, dopo la discesa dalla canna fumaria, avrebbe sicuramente gradito trovare...e la sorpresa più grande era proprio verificare, al mattino, che i dolci non c'erano più!


Ecco quindi un ciambellone in onore della Befana!...un dolce semplice che mi ricorda l'infanzia e che nasce proprio dalla rielaborazione di una ricetta  che preparava mia madre. Il classico ciambellone per il latte che io ho un po' modificato nell'impasto, sostituendo l'olio e il latte con la panna e aumentando il quantitativo di limone, e arricchito con una glassa leggera, anch'essa profumata al limone. Ho diminuito anche la quantità di farina...perchè fosse soffice soffice e avesse la consistenza di una torta! E così è stato!

Ah! Io ho fatto la foto e tagliato il dolce subito dopo aver messo la glassa...un po' perchè mi piaceva "l'effetto colante"...un po' perchè ero troppo curiosa di provarlo...ma voi, se riuscite,  aspettate un pochino per cortesia, abbiate pazienza e date alla glassa il tempo di rapprendersi.
E ora vi saluto! Scusate ma...devo preparare la calza! 


Ciambella panna e limone con glassa al limone

Ingredienti
280 g di farina
220 g di zucchero
3 uova
200 ml di panna fresca
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
la buccia di 1 limone + il succo di 1/2 limone piccolo

inoltre per la glassa
120 g di zucchero a velo
succo di limone qb

Procedimento
Accendiamo il forno alla temperatura di 180°. Sbattiamo bene le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungiamo vanillina e limone, poi la panna e mescoliamo. Setacciamo farina e lievito incorporandoli al composto, amalgamiamo e versiamo nello stampo a ciambella, imburrato e cosparso di farina. Inforniamo e lasciamo cuocere per circa 40 minuti, o comunque fino a quando, infilando uno stecchino nella ciambella, uscirà asciutto.
Lasciamo intiepidire la ciambella su una gratella per dolci intanto prepariamo la glassa emulsionando lo zucchero a velo con qualche goccia di limone ed aggiungendone altro all'occorrenza. Deve risultarne un composto morbido....io personalmente non amo la glassa dura...regolatevi secondo i vostri gusti con il quantitativo di limone, tenendo conto che nel giro di un'ora da quando lo avremo versato sul dolce tenderà a rapprendersi.

Note
Ciambella o ciambellone?
A casa nostra l'abbiamo sempre chiamato ciambellone, ma mi sembra di capire che sia più diffuso il nome ciambella per i dolci con questa forma. Qualunque sia il nome, il risultato è buonissimo!

martedì 3 gennaio 2012

Vellutata di carote al mandarino


Le feste non sono ancora terminate e su questo sono assolutamente fiscale: io mi sento in vacanza almeno fino all'Epifania e non ho intenzione di fare sconti!
...la mattina niente trillo inquitante della sveglia, durante la giornata qualche dolce di troppo me lo concedo senza rammarico, la sera tiriamo fino a molto tardi...anche solo per vedere e rivedere un bel film "english style" come piace a me! 
Se questa è la premessa sarebbe normale aspettarsi nel post di oggi la ricetta di un super-mega-pandoro-farcito alle creme...di una Sacher multistrato... di un torrone morbido al triplo cioccolato...e invece no!
...una vellutata leggera e profumata di mandarino, in linea con la stagione e con l'esigenza di verdure e vitamine che dopo i classici ricchi pranzi delle feste inevitabilmente si avverte!

Ma quanto sono buone le vellutate!?
Questa in particolare è stata una gradevole scoperta...ho preferito il mandarino all'arancia perchè volevo che l'aroma agrumato fosse delicato e non spiccasse troppo sul dolce delle carote. Due sapori che si esaltano a vicenda, devo dire.
E anche il tocco piccantino non guasta.


Vellutata di carote al mandarino
Dosi per 2 persone

Ingredienti
500 g di carote
1 patata
2/3 mandarini
1/2 cipolla 
1 spicchio d'aglio
peperoncino piccante
paprika
3 cucchiai di olio d'oliva
sale e pepe
brodo vegetale qb

Procedimento
In un tegame dai bordi abbastanza alti scaldiamo 2 cucchiai di olio e facciamo stufare a fiamma bassa la cipolla affettata sottilmente, l'aglio e il peperoncino tritato.
Aggiungiamo le carote lavate e tagliate a rondelle, la patata a cubetti e facciamo cuocere per circa 20 minuti, mescolando spesso. Quando le verdure risulteranno abbastanza tenere aggiungiamo un po' di brodo bollente e frulliamo col minipimer.
Aggiustiamo di sale e di pepe. A questo punto aggiungiamo il succo filtrato di 2 mandarini, assaggiamo e valutiamo se il gusto dell'agrume è percepibile pur rimanendo delicato. Se lo riteniamo necessario aggiungiamo il succo di un altro mandarino. Dipenderà molto anche dall'asprezza dei frutti che abbiamo. Valutiamo anche la consistenza della vellutata, quindi se è il caso di diluirla con dell'altro brodo. Serviamo ben calda cosparsa di paprika, pepe e olio a crudo.

Note
Prima dell'aggiunta del succo di mandarino la vellutata avrà un colore arancione molto intenso, invece dopo risulterà più chiara...tenetene conto se la vostra idea è quella di portare in tavola un piatto dal colore acceso!

domenica 1 gennaio 2012

1 Gennaio 2012


Un inizio d'anno un po' insolito forse, ma esattamente come piace a me!
Questa mattina io e mio marito ci siamo alzati con la giusta calma e abbiamo scoperto dalla finestra un bellissimo cielo, limpido e terso. 
L'aria era rigida, ma il sole brillante!
Non abbiamo potuto fare a meno di uscire ed inoltrarci tra le campagne ad ammirare il paesaggio, suggestivo anche in questa stagione.
Tra il cielo e gli ulivi, le montagne innevate! ....l'azzurro ancora più intenso per via del contrasto col candore della neve.
Il freddo pungente della mattina non ci ha dissuaso dal proseguire la nostra passeggiata, goduta fino in fondo, non avendo nemmeno la necessità di tornare a casa per cucinare.


Per il pranzo ci aspettava mia madre con le sue buonissime lasagne: una certezza che non delude mai!
E così, immersi nel calore domestico, con il fuoco scoppiettante e i profumi che solo la cucina di casa regala, è trascorso il primo giorno dell'anno, all'insegna della semplicità.

Mi scuserete se questo post non ha una ricetta...


...ma solo qualche immagine della mia giornata, per augurarvi ancora.....

...Buon Anno!