sabato 2 marzo 2013

Tartare di arance, finocchi e olive nere


E' sabato, finalmente!
E' strano!...ma anche se il programma della giornata non prevede appuntamenti particolari e scorreprobabilmente come tutti gli altri giorni della settimana, l'arrivo del sabato è comunque rigenerante. 
A me mette il buonumore!
Forse è un retaggio di quando si andava a scuola e il fine settimana era sempre accompagnato da quello stato d'animo da "sabato del villaggio" di leopardiana memoria.

Di solito, se non abbiamo di meglio da fare, il sabato io e mio marito andiamo a fare la spesa.
A me non dispiace, anzi...mi ci diverto! 
Mio marito non è molto d'accordo...ma secondo me un pochino si diverte anche lui!
La spesa del sabato di solito è quella che riempie il carrello di tutto ciò che può servire nell'arco di 5 o 6 giorni.
...mentre mi scoccia tantissimo durante la settimana accorgermi che mi manca qualcosa e dover rimediare all'improvviso!
Poi un paio di puntatine settimanali al mercato sono d'obbligo per frutta e verdura.
Io di solito organizzo così la mia spesa.
Certo, il sabato non sarebbe il giorno ideale per fare acquisti di nessun tipo: c'è tanta gente ovunque e la confusione non aiuta a fare le scelte giuste.
Ma in un modo o nell'altro finisce sempre per essere il giorno deputato alla "spesona" al supermercato. 
Anche per voi è così?


Passando alla ricetta...
In realtà oggi vi propongo più che altro un'idea, un modo diverso di presentare la classicissima insalata di arance e finocchi.
Oltre che come contorno, in forma di tartare questa insalta potrebbe essere servita anche come antipasto.
Io l'ho condita con un'emulsione di olio d'oliva, succo d'arancia, limone, pepe e miele d'arancio.
Se non gradite il sapore agro-dolce potete omettere il miele e avrà un gusto molto più tradizionale.


Tartare di arance, finocchi e olive nere

Ingredienti per 3 persone
1/2 finocchio
2 arance
50 g di olive nere denocciolate
olio d'oliva
sale e pepe
qualche goccia di limone
1/2 cucchiaino di miele

Procedimento
Laviamo e tagliamo a cubetti il finocchio. Riduciamo le olive a rondelle e peliamo al vivo le arance.
Tagliamo a metà gli spicchi d'arancia e li raccogliamo con il finocchio e le olive in una ciotola. Aggiungiamo anche qualche barba di finocchio.
Condiamo l'insalata con poco sale e olio. Mescoliamo e suddividiamo in 3 stampini ricoperti di pellicola, lasciando sul fondo della ciotola il succo risultante. Pressiamo bene l'insalata per colmare eventuali vuoti e ricopriamo con la pellicola. Mettiamo in frigo per circa 1 ora.
Riprendiamo il succo di arancia con l'olio rimasto sul fondo della ciotola e servendoci di una frusta lo emulsioniamo con sale e pepe, un'altro filo d'olio, il limone e il miele.
Sformiamo le nostre tartare capovolgendo gli stampini sui piattini da insalata e serviamo accompagnate dall'emulsione precedentemente preparata.

giovedì 28 febbraio 2013

Carciofi ricchi (ripieni, gratinati e filanti)


Buongiorno! 
Come state?
Io sono qui che cerco ancora di svegliarmi sorseggiando il mio caffè!
Vado un po' a rilento...e ti pareva!
Oggi ho deciso che non cucinerò niente, se non un piatto velocissimo di spaghetti, perchè qui si sono aperte ufficialmente le pulizie di Pasqua: ieri ho tirato fuori tutti (e quando dico tutti è tutti!) i servizi di piatti, bicchieri, posate, chincaglierie varie....dai mobili dove li tengo riposti. 
Ho lavato tutto, asciugato, lucidato....ho rivestito l'interno della credenza con la carta nuova....
Non ho ancora deciso a cosa mi dedicherò oggi, ma in casa c'è sempre soltanto l'imbarazzo della scelta! 

Poco fa ho affermato che non mi sarei dedicata alla cucina, ma devo già smentirmi: mi sono ricordata che domenica al mercato ho comprato una bella cassettina di arance bionde per la marmellata e non sono ancora riuscita a farla!
Quindi ecco cosa farò oggi: marmellata e pulizie varie!

Intanto vi lascio una ricettina buona buona per preparare i carciofi: io li cucino spesso e ogni volta mi reinvento una ricetta!
Ieri li ho fatti come vado a raccontarvi.


Per 2 persone ho preso 2 carciofi romani, li ho privati delle foglie esterne più dure, ho tagliato i gambi e privati della pelle esterna. Ho tenuto il tutto per qualche minuto in acqua acidulata con succo di limone. Nel frattempo ho preparato il ripieno: ho macinato 50 g di mollica di pane raffermo con 1 spicchietto d'aglio e 1 ciuffetto di prezzemolo. Ho aggiunto 1 cucchiaino da tè di capperi sott'aceto sciacquati e spezzettati, sale e pepe, "abbondante" olio d'oliva.
Ho risciacquato i carciofi e fatti ben sgocciolare. Nella parte più interna di ognuno ho inserito dei cubetti di caciotta di mucca e poi ho completato la farcitura col pane condito.
Ho messo i carciofi in una casseruola di coccio (o comunque un tegame che possa andare anche in forno) con olio e un dito d'acqua. Ho salato e pepato ancora e ho fatto cuocere i carciofi a fuoco lento.
Una volta cotti ho trasferito il tegame nel forno già caldo con funzione grill e li ho fatti gratinare.

Preparateli anche voi perchè sono buonissimi!

Nel frattempo il sole ha fatto capolino da dietro le nuvole: è proprio il caso di iniziare la giornata!

A presto!

mercoledì 27 febbraio 2013

Biscotti al cocco, senza burro e con lo yogurt


Era da un po' che non preparavo dei biscotti!
Complice un sacchetto di cocco da terminare, la settimana scorsa ho sfornato questi biscottini!
Sono buoni e anche leggeri, perchè il caso ha voluto che avessi in frigo anche uno yogurt al cocco e ho pensato di utilizzarlo in sostituzione del burro!
Risultano abbastanza morbidi, ma con la classica consistenza briciolosa che conferisce il cocco grattugiato.  
Adatti ad essere farciti!
...Buonissimi con la Nutella! Ma anche con la marmellata di fragole o lamponi!

Buona giornata a tutti!


Biscotti al cocco

Ingredienti
150 g di farina 00
100 g di farina di cocco
125 g di zucchero semolato
1 uovo + 1 tuorlo
100 g di yogurt al cocco
2 cucchiai di olio di semi di mais
1pizzico di lievito per dolci
qualche cucchiaio di latte (solo se serve)

Procedimento
Mescoliamo le due farine e le disponiamo a fontana con il lievito. Al centro raccogliamo  le uova, lo zucchero, lo yogurt, l'olio e iniziamo ad impastare. Formiamo una palla, la avvolgiamo con della pellicola e la riponiamo in frigo per una mezz'ora.
Trascorso il tempo riprendiamo l'impasto, lo stendiamo col matterello e con una formina ricaviamo i biscotti. Li disponiamo su una teglia coperta di carta forno e li passiamo in forno già valdo a 200° per circa 15 minuti.

Note
Se vi piacciono i dolcetti al cocco vi ricordo anche quest'altra ricetta!


lunedì 25 febbraio 2013

Calzoni al forno con provolone e mortadella


Un'altra domenica di freddo e vento! 
Meno male che marzo è ormai alle porte! ...che sarà pure pazzo, però ci introduce alla Primavera...speriamo! 
Non se ne può più!!!
E' proprio in questo periodo che a me personalmente viene (o verrebbe, per meglio dire!) voglia di partire, viaggiare!
E con la fantasia sono già in Cornovaglia!

I viaggi che piacciono a me sono quelli che coniugano le bellezze naturali con l'arte e la storia!
Per quanto a volte fisicamente si avverta la necessità di luoghi caldi e spiagge assolate, difficilmente al momento di scegliere la meta di un viaggio opterei per isole tropicali o "similia"!
Non riuscirei a stare 7/10 giorni al sole in assoluto relax: dopo il primo giorno già inizierei ad annoiarmi!
Al contrario...troppi sono i romanzi letti e amati, ambientati nella terra "mitica" dei Celti e di re Artù per non avere il desiderio di visitarla!
Le scogliere burrascose e battute dal vento, i resti antichi, le falesie, la brughiera... 
I viaggi in Inghilterra e soprattutto in Bretagna e Normandia... a Mont Saint Michel, che si erge in mezzo al mare di fronte alla città Cornica di Penzance,  e nelle bellissime cittadine lungo la costa normanno-bretone... hanno ulteriormente acceso la mia curiosità nei confronti di questa terra che già immaginavo di visitare quando a 15 anni leggevo "Gita al faro" di Virginia Woolf o i romanzi di Daphne du Maurier. 
Fino ad ora non ho avuto l'occasione di andare....in futuro ...chissà...!?

Cosa c'entra tutto questo con i calzoni al forno farciti di provolone e mortadella?
Niente naturalmente! 
Ma ha invece molto a che vedere con il Giveaway "Zonzolata da sogno" di Zonzolando.
 

Passando ai calzoni...

...Una semplice pasta per pizza (la mia ricetta la trovate qui) farcita con uno degli abbinamenti più classici: provolone e mortadella!  

Per 2 persone io ho utilizzato metà dose di pasta rispetto a quella indicata nella ricetta, l'ho divisa in dischi e li ho farciti con 1 hg di mortadella, 80 g di provolone piccante e una scamorza da circa 80 g, tagliati in pezzetti piccoli. Ho chiuso bene i calzoni e li ho sigillati con i rebbi di una forchetta.
Ho preferito in questo caso la cottura in forno (220° per circa 20 minuti) dopo averli spennelleati con dell'olio d'oliva.
 


sabato 23 febbraio 2013

Kipfeln brioches


Si parla sempre di "Croissants" francesi...eppure all'origine della tipica brioche a mezzaluna che in Francia chiamano appunto "crescente" sembra esserci proprio questa più semplice brioche austriaca  dall'analogo nome (Kipfel - "crescente" in tedesco) e dalla medesima forma!

La leggenda vuole che dopo la battaglia di Vienna del 1683, quando si pose fine all'assedio dei turchi sulla città austrica, per festeggiare e ribadire la vittoria, si creò proprio a Vienna questo dolce a forma di mezzaluna, che richiamava appunto il simbolo della bandiera ottomana. 
Mangiandone il simbolo si alludeva alla disfatta dei turchi!

Dall'Austria il dolce si diffuse in Italia attraverso il Veneto e solo molto più tardi pare che arrivò in Francia, dove fu arricchito di burro e ribattezzato con la traduzione di Kipfel, Croissant appunto (qui qualche notizia in più!)!


E' molto divertente scoprire qualche notizia storica su quello che mangiamo!
Questa brioche, che però su alcuni libri di cucina ho trovato come tedesca e non austriaca,  è di fatto molto diversa dal croissant: è soffice ed estremamente leggera!
Del resto basta dare un'occhiata agli ingredienti ed in particolare al quantitativo di burro, per rendersene conto!
A dire il vero non contiene neanche tanto zucchero: il gusto è abbastanza neutro e alcuni kipfeln che avevo lasciato senza granella di zucchero, li abbiamo mangiati col prosciutto!

La preparazione prevede che il primo impasto lieviti nell'acqua: questa forse è l'unica particolarità!

Nel titolo ho puntualizzato che i "miei" Kipfeln sono delle brioche per non farli confondere con i biscotti tedeschi a mezzaluna che hanno lo stesso nome.
Vi ricordo che la ricetta dei Croissants la trovate qui!


Kipfeln

Ingredienti per circa 18 pezzi
300 g di farina 00
30 g di zucchero semolato
50 g di granella di zucchero
25 g di burro
15 g di lievito di birra
2 uova + 1 per rifinire la superficie
6 cucchiai di latte tiepido
1 pizzico di sale


Procedimento
Facciamo sciogliere il lievito e 1 cucchiaino di zucchero nel latte tiepido, aggiungiamo 50 g di farina presi dal quantitativo complessivo ed impastiamo bene. Formiamo una palla e la mettiamo in una ciotola contenente acqua tiepida per la lievitazione. Copriamo con la pellicola per alimenti e aspettiamo che raddoppi (contemporaneamente viene a galla).
In una ciotola impastiamo bene la farina rimasta, il burro, le 2 uova e lo zucchero. Uniamo la pasta lievitata a questo secondo impasto dopo averla spezzetata e amalgamiamo il tutto, aggiungendo se necessario altro latte.
Mettiamo nuovamente a lievitare l'impasto, questa volta senza acqua, per circa 4 ore in luogo tiepido.
Sgonfiamo la pasta, la lavoriamo e la lasciamo lievitare di nuovo fino al raddoppio.
Stendiamo la pasta col matterello in una sfoglia sottile, la dividiamo in quadrati di 10 cm di lato. Partendo da un angolo arrotoliamo ogni quadrato su sè stesso, curvando il rotolino a mezzaluna. Trasferiamo i kipfeln su una teglia da forno coperta di carta, li spennelliamo con l'uovo, li cospargiamo con la granella di zuccchero e li inforniamo a 180° per 25 minuti.

Note
- Il lievitino in una ciotola d'acqua tiepida raddoppia il suo volume abbastanza velocemente, grazie al tepore e all'umidità. Inoltre risulta molto morbido e lega facilmente con il secondo impasto. Questo è quanto ho riscontrato utilizzando questa tecnica.
- I Kipfeln sono buoni tiepidi: il giorno dopo è opportuno scaldarli per qualche minuto prima di mangiarli.
- Io ho provato anche a preparali la sera prima, già formati e sulla teglia, lasciandoli lievitare ancora tutta la notte a temperatura ambiente (comunque in una stanza a termosifone spento) coperti da un panno umido e infornandoli la mattina: il risultato è stato buono ugualmente.

Questa ricetta è anche su The Breakfast Review!

E ora un saluto e un grazie a Tatiana del blog Cucina in controluce  per questo pensiero gentile: 



Buon fine settimana a tutti!




giovedì 21 febbraio 2013

Uovo in camicia con sughetto alla rucola e scaglie di pecorino


Incredibile! Quasi non mi sembra vero di aver trovato il tempo di sedermi di fronte al computer!
Capitano delle settimane in cui non ci sono proprio i presupposti per dedicarsi al blog!
E correndo da una parte all'altra e, soprattutto, avendo la mente altrove, l'impresa più ardua consiste nel concentrarsi qualche minuto e raccogliere le idee per scrivere il post!
Per questo oggi scriverò pochino pochino...almeno credo, ma vi lascerò qualche foto in più!
Mi piacciono queste foto perchè ci sono le mie gallinelle: sapete che le  colleziono no?


Torno quindi con galline e, soprattutto, uova: una ricetta semplice semplice che in realtà altro non vuole essere che un'idea!
L'uovo in camicia può essere accompagnato da tantissime cose: verdure e salse varie, fondute di formaggi, crostini di tutti i tipi! C'è solo da lasciare spazio alla fantasia!
Io avevo un mazzetto di rucola bella fresca....
Eh....si incomincia a sentire profumo di primavera, soprattutto al mercato, dove fanno capolino i primi asparagi selvatici, i cipollotti, le fave...non vedo l'ora di buttarmi sulle verdure primaverili! 
Per quanto mi piacciano cavoli, broccoli e cime di rape a questo punto ho proprio voglia di rinnovare un po' tutto a partire dai piatti in tavola!


Tornando alla ricetta....
Ho approfittato della mia rucoletta per preparare un sughetto con 1 cipollotto fresco e i miei pomodori pelati: ho soffritto leggermente il cipollotto in poco olio d'oliva e ho agginto un barattolino di pomodori pelati tagliati a pezzetti (per 2 persone!). Ho salato e aggiunto la rucola spezzettata con le mani: l'ho solo lasciata appassire, senza farla cuocere.
Ho tenuto la mia salsa in caldo mentre in un altro pentolino ho scaldato l'acqua per preparare l'uovo in camicia.


Non è difficile fare un uovo in camicia! L'acqua non deve raggiungere il bollore pieno: quando iniziano a salire le prime bollicine dal fondo del pentolino vi aggiungiamo qualche goccia di aceto, mescoliamo velocemente facendo formare un mulinello e al centro del mulinello versiamo l'uovo che avremo sgusciato in una ciotolina.
Io di solito ne preparo uno per volta, per non avere problemi. Ma se utilizziamo un tegame più grande potremo farne più di uno contemporaneamente.
Il bianco d'uovo dovrà avvolgere completamente il tuorlo e a quel punto possiamo scolarlo.

Prepariamo il nostro piatto mettendo sul fondo il sugo ben caldo, al centro l'uovo in camicia e accompagniamo con scaglie di pecorino, altra rucola fresca e crostini di pane casereccio abbruscati su una padella inaderenta unta d'olio.

Non sono stata così sintetica come pensavo...alla prossima!!!




lunedì 18 febbraio 2013

Semplicemente focaccia


Buongiorno!
Come state? 
Io bene ma un po' indaffarata in questi giorni! Ho delle cose da sbrigare che mi tengono lontana dal blog, se non per il tempo necessario alla pubblicazione di un post!
Ma spero di avere un po' di tranquillità in più nei prossimi giorni per ricambiare anche le vostre sempre graditissime visite!
Aspettatemi che appena possibile arrivo!

Purtroppo la nostra Italia continua a tremare: anche dalle mie parti si è percepita benissimo la scossa del 16 a sera del Frusinate!  
Fortunatamente non ci sono stati danni gravi a cose e soprattutto a persone!...ma qui è un continuo!
C'è la faglia del Gran Sasso che ormai dal terremoto del 2009 non accenna a diminuire la sua attività! E anche se non è la faglia che ha generato il disastro a L'Aquila, si è riattivata in quella circostanza e ad oggi non accenna a smettere!
Insomma, si vive sempre con un po' di apprensione! E gli eventi che si verificano nel resto d'Italia certamente non aiutano!

Cambio decisamente argomento e passo a "raccontarvi" la ricetta di una semplice focaccia al rosmarino preparata qualche giorno fa!

Buona settimana a tutti!

  

Focaccia al rosmarino

Ingredienti
150 g di farina 0
100 g di farina Manitoba
50 g di semola
100 g di lievito madre rinfrescato
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai d'olio
1 cucchiaino di sale
180 ml di acqua tiepida
1 rametto di rosmarino 
Inoltre per la salamoia
2 cucchiai d'acqua
2 cucchiai d'olio
2 pizzichi di sale  

Procedimento
Circa 24 ore prima di consumare la focaccia prepariamo l'impasto: sciogliamo il lievito madre con un cucchiaino di zucchero in parte dell'acqua tiepida. Setacciamo le farine e la semola sul piano da lavoro e al centro raccogliamo il lievito sciolto nell'acqua e iniziamo ad impastare. Aggiungiamo gradualmente l'acqua restante e l'olio. Solo infine il sale. Lavoriamo l'impasto per almeno 15 minuti, arrotolandolo su sè stesso e piegandolo ripetutamente in 3. Alla fine formiamo  un panetto, lo incidiamo con un taglio a croce, lo copriamo con un panno umido e lo riponiamo al riparo da correnti in luogo tiepido fino al raddoppio. Riprendiamo l'impasto, lo sgonfiamo delicatamente, ripetiamo le pieghe e lo dividiamo in 2 panetti, disposti su due teglie unte di olio. Lasciamo lievitare ancora (sempre con un panno umido sopra) prima di stendere le focacce.  Lasciamo lievitare prima di condire con rosmarino e con una salamoia di acqua, olio e sale.
Inforniamo in forno già caldo a 220° per i primi 10 minuti, poi proseguiamo la cottura a 200° fino a che le focacce risulteranno dorate e croccanti.