sabato 2 maggio 2015

Asparagi impanati al parmigiano


Questo è uno dei rari casi in cui gli asparagi coltivati, acquistati al supermercato, sono più adatti alla ricetta rispetto a quelli selvatici più sottili e intensi nel gusto.
Dovendo panarli singolarmente e ottenere una crosticina croccante esterna è meglio che l'asparago dentro sia morbido e carnoso!
Poi potete scegliere se friggerli o cucinarli in forno come ho fatto io...
Fritti saranno sicuramente ottimi, ma anche la variante al forno è apprezzabilissima.
La panatura potete personalizzarla con le spezie e gli aromi che preferite: io ho optato per il formaggio parmigiano.
Bene....dovunque vi troviate a trascorrere questo lungo ponte del 1° maggio vi auguro belle giornate di sole e relax...e naturalmente di tante cose buone da mangiare! ;)
A presto!


Asparagi impanati al parmigiano

Ingredienti per 4 persone
1 mazzetto di asparagi
5 cucchiai di pangrattato
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di farina
2 uova
sale e pepe
olio d'oliva


Preparazione
Togliate le estremità più dure agli asparagi, lavateli sotto acqua corrente e sbollentateli per 4 o 5 minuti mantenendoli molto al dente.
Sbattete leggermente 2 uova con un pizzico di sale e una macinata di pepe;  bagnatevi gli asparagi dopo averli infarinati e passateli successivamente nel pangrattato a cui avrete aggiunto il parmigiano. Disponeteli su una teglia unta e poi irrorateli con un altro filo d'olio. Infornateli a 200° per 10 minuti e poi mettete la funzione grill per altri 5 minuti. Servite subito.


mercoledì 29 aprile 2015

Spaghetti alla chitarra con sugo di scampi al limone


Una delle cose più buone che si possa portare in tavola è la pasta fatta in casa, secondo me!
Anche con il sugo più semplice del mondo....pomodoro e basilico per esempio....se la pasta è realizzata con le nostre mani il piatto non può che essere speciale!
Ora però c'è da dire che la pasta impastata a mano va fatta con criterio: vedo in giro cose appiccicose e mollicce....scusate se mi permetto, ma quando ci vuole...destinate a perdere definitivamente consitenza e carattere una volta a contatto con l'acqua di cottura; oppure talmente lisce che nessun sugo riuscirebbe mai ad insaporirle a dovere!
Non va bene!
Quando si fa la pasta non ci si può attenere troppo strettamente alla regola del "100 g di farina per ogni uovo", perchè se l'uovo è grande potrebbe essere necessaria più farina e quindi bisogna regolarsi sentendo la consistenza della pasta sotto le mani.
Inoltre non può essere adatta a fare una pasta rustica e porosa la farina 00 che solitamente utilizziamo per i dolci. E' necessaria la semola di grano duro, che certo richiede più impegno nella lavorazione ma poi la differenza c'è!
Detto ciò, è chiaro che ognuno ha i suoi gusti e se mi dite che preferite la pasta liscia e molle io non discuto! :)


I miei spaghetti li ho tagliati con la chitarra, bellissimo strumento della tradizione abruzzese! E poi li ho conditi con un buon sughetto agli scampi così come vuole la tradizione costiera della mia regione!
Tutto molto semplice e tradizionale insomma, se non fosse per quella grattatina di scorza di limone che va dosata bene per non compromettere il risultato finale e che conferisce una nota fresca e profumata al piatto. Il limone, poco, pochissimo, esalta il gusto degli scampi: provate e poi ditemi se non è buono! ;)


Spaghetti alla chitarra con sugo di scampi profumati al limone
Ingredienti per 4 persone
 
per la pasta
400 g di semola di grano duro
4 uova medie
1 cucchiaio d'olio
1 pizzico di sale
 
per il condimento
1 kg di scampi
4 pomodori pelati sgocciolati
1 spicchio d'aglio
una fettina di cipolla
un ciuffo di prezzemolo
olio d'oliva
sale
peperoncino piccante
poco vino per sfumare
pochissima scorza di limone grattugiato (il corrispettivo di uno spicchio e solo la parte gialla più superficiale)


Preparazione
Iniziate dalla pasta: disponete la semola a fontana e raccogliete al centro gli ingredienti. Amalgamate il tutto ed impastate al lungo fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo che non attacchi sulla tavola, aggiungendo quindi altra semola se occorre. Lasciate riposare la pasta sulla tavola coperta da una ciotola e dedicatevi al sugo. 
Effettuate un taglio nel senso della lunghezza sul carapace degli scampi. Eliminate il budellino intestinale, lavateli ed asciugateli. Mettetene da parte 8 (i più belli!) che lascerete interi per la decorazione finale, per quanto riguarda gli altri invece separate la polpa dal carapace. Fate appassire in poco olio l'aglio, la cipolla e il peperoncino, tutto tritato. Aggiungete a fiamma vivace i gusci degli scampi, mescolate spesso e quando cambiano colore cominciate a schiacciarli per far uscire i succhi dalle teste. Salate leggermente, sfumate col vino e aggiungete i pelati tagliati a striscioline. Fate sobbollire per pochi minuti poi eliminate i gusci dal sugo strizzandoli bene. 
Mettete a bollire l'acqua per la pasta, nel frattempo stendete la pasta col matterello e tgliatela con la chitarra o in alternativa con la macchinetta. Aggiungete al sugo gli scampi interi che avevate tenuto da parte (cuoceranno in pochi minuti) e in un secondo momento anche la polpa degli scampi sgusciati. Spegnete la fiamma dopo 2 minuti, per evitare che gli scampi induriscano, e grattate pochissima scorza di linone sul sugo. Lessate gli spaghetti, conditeli col sugo di scampi, completate con del prezzemolo macinato fresco e servite subito.

venerdì 17 aprile 2015

Ciambella al malto d'orzo con glassa di malto e cioccolato


La giornata è instabile, nubi e schiarite si alternarnano!
E' probabile che il fine settimana alla porte vedrà tornare il cattivo tempo, piogge e temperature più basse!
Io spero di no, naturalmente! Ma nel caso in cui le previsioni dovessero essere giuste, avrete una scusa in più, posto che ce ne sia bisogno, per preparare una ciambella genuina e semplice che si concede, come unica trasgressione, una bella colata di cioccolato!


In realtà non si tratta solo di cioccolato fuso, ma di una golosissima glassa: avendo utilizzato il malto d'orzo come ingrediente aromatico per la ciambella, ho voluto  che tornasse anche nella glassa.
Si vabbè, poi mi sono fatta prendere la mano e sopra alla glassa ho spolverizzato anche un po' di cioccolato in scaglie.....ovvero quando la golosità eccede la necessità!....comunque mi piaceva l'aspetto rustico finale!
Senza la glassa la ciambella, soffice e aromatica, facile e velocissima da fare, è perfetta per essere inzuppata nel latte a colazione.

 

Ciambella al malto d'orzo con glassa di cioccolato e malto

Ingredienti
280 g di farina
250 g di yogurt al malto d'orzo
170 g di zucchero di canna
70 g di olio di mais
2 uova
1 cucchiaio di malto d'orzo in sciroppo
1 bustina di lievito per dolci

inoltre per la glassa
2 cucchiai di farina (anche di riso....)
1 cucchiaio di malto d'orzo
20 g di cioccolato fondente
acqua (circa 2 cucchiai)


Preparazione
Sbattete le uova con lo  zucchero, unite l'olio, lo yogurt e il malto continuando a sbattere. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e trasferite in uno stampo a ciambella imburrato e infarinato. Infornate a 180° per circa 30 minuti. Fate la prova stecchino prima di sfornare.
Lasciate intiepidire la torta e sformatela. Nel frattempo in un padellino fate sciogliere il malto e il cioccolato. Aggiungete l'acqua e con le fruste amalgamatevi la farina. Versate subitola glassa sulla ciambella, dopo averla posizionata su una gratella per dolci.


A presto amici, buon fine settimana!

giovedì 16 aprile 2015

Polpette di merluzzo con piselli


Il tempo da dedicare al blog è sempre poco!
A volte mi sembra di essere troppo sbrigativa nel presentare i miei piatti....ma è sempre complicato nell'arco della giornata ritagliare uno spazio adeguato a questa piccola finestra sul web, tanto da esserne completamente soddisfatta!
Certo mi piacerebbe rispondere a tutti i commenti gentili che ricevo, sempre!
Vorrei contraccambiare le visite delle mie amiche bloggers, sempre!
Così dovrebbe essere, per educazione, quanto meno!
Vorrei mettere in ordine l'archivio delle ricette per renderlo facilmente consultabile.
Vorrei raccontarvi aneddoti e curiosità legati ai miei piatti.....
E invece di solito, dopo aver scelto, sistemato e caricato le foto nel post, dopo aver scritto la ricetta....mi rendo conto che il tempo a disposizione comincia a stringere....
E insomma....vi lascio alla ricetta, ma sempre con i miei saluti più sinceri!
Buona giornata a tutti!


Polpette di merluzzo con piselli

Ingredienti per 2/3 persone
2 filetti di merluzzo (circa 300 g)
200 g di piselli sgranati
1 spicchio d'aglio
1 rametto di prezzemolo
2 fette di pancarrè
sale e pepe
una chiara d'uovo
pangrattato (solo se serve per dare più consistenza all'impasto)
1/2 cipolla
150 di polpa di pomodoro
1/3 di cipolla
1 pezzetto di peperoncino piccante
1 punta di zucchero
 olio d'oliva

Procedimento
In una padella mettete i piselli, la cipolla affettata, olio, sale e poca acqua e porate a cottura. Tenete da parte i piselli e nella stessa padella mettete a crudo tutti gli ingredienti della salsa (pomodori, 1/2 spicchio d'aglio, olio, zucchero, peperoncino). Portate a bollore a fiamma moderata. Nel frattempo preparate le polpette: mettete nel mixer il merluzzo dopo averlo lavato, asciugato con della carta assorbente e privato di eventuali spine residue. Aggiungete 1/2 spicchio d'aglio, il prezzemolo, il pancarrè, l'uovo e frullate. Ora valutate la consistenza dell'impasto: se risulta troppo morbido aggiungete 1 o 2 cucchiai di pangrattato. Aggiustate di sale e di pepe e formate le polpette; calatele nel sugo bollente, copritele e lasciatele cuocere fino a che la salsa sarà densa e le polpette cotte. Eliminate dalla salsa l'aglio e il prezzemolo, unite i piselli, fate insaporire insieme per qualche minuto e servite ben caldo.




martedì 14 aprile 2015

Pane con lecitina di soia cotto con partenza a freddo


Non ricordo più nemmeno io quanto tempo è che ho fatto questo pane...
Non ero certa di volerlo pubblicare perchè le foto le ho scattate in maniera frettolosa, sono decisamente poco carine.

Ma se in tutte queste settimane, nonostante l'intenzione, non sono riuscita a cestinarle, il motivo è che il pane è risultato sorprendente.
Innanzi tutto ho aggiunto all'impasto la lecitina di soia, ma questa non è una grande novità! 
Da quando l'ho comprata in farmacia per realizzare i panettoni lo scorso anno la aggiungo spesso agli impasti lievitati. La sua funzione è quella di migliorare l'estensibilità della farina, riducendone la tenacia, a vantaggio sia della mollica che della crosta del pane.

E' stata invece per me una novità la cottura partendo da forno a freddo. Era da un po' che pensavo di sperimentarla col pane, alla fine non ho mai voluto rischiare! Poi un bel giorno il pane era arrivato a lievitazione e io mi ero dimenticata di preriscaldare il forno e quindi non ho avuto più scuse. 
Beh, il risultato è sotto i vostri occhi: il pane lievita tantissimo!
Bisogna adottare qualche piccolo accorgimento che spiegherò nel procedimento, ma il risultato.... c'è!
Buona giornata a tutti!


Pane con lecitina di soia cotto con partenza a freddo

Ingredienti
500 g di farina 0
350 g di acqua fredda
120 g di lievito madre rinfrescato fino a due giorni prima
12 g di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo
1 cucchiaino di lecitina di soia in granuli


Procedimento
Trenta minuti prima di iniziare l'impasto sciogliete la lecitina di soia in un fondo di bicchiere d'acqua e lasciatela riposare.
Scioglete il lievito nell'acqua fredda con il malto, aggiungete la farina, impastate e unite il sale e la lecitina di soia. Impastate bene e lasciate riposare per circa un'ora, poi fate un altro giro di pieghe e rimettete a lievitare fino al raddoppio coperto da pellicola. Riprendete l'impasto, rilavoratelo unendo gli estremi del panetto verso il basso e lasciatelo lievitare ancora per un'ora circa. In sintesi nell'arco della lievitazione l'impasto va piegato 2 volte raccogliendo gli estremi verso l'interno del panetto. Infine date all'impasto la forma a pagnotta su un foglio di cartaforno, sempre cercando di spingere gli estremi verso il centro; coprite con un panno umido e lasciate lievitare per circa 2 ore, 2 ore e mezza. 
A questo punto accendete il forno a 220° e mettete subito il pane direttamente sulla griglia con la carta forno e coperto da un altro foglio che servirà per trattenere l'umidità. Collocate nel forno anche un pentolino con poca acqua.
Quando il pane avrà raggiunto la massima lievitazione togliete l'acqua e abbassate la temperatura a 200°.
Verso fine cottura togliete la copertura di cartaforno e abbassate a 180°.
A cottura avvenuta lasciate lo sportello semiaperto per 10 minuti con temperatura a 150° per far uscire il vapore in eccesso. Lasciate raffreddare il pane nel forno spento.

Note
Se volete utilizzare il lievito di birra ne bastano 8 g. Per sopperire alla mancanza dei 120 g di lievito madre e ottenere una pagnotta dello stesso peso aumentate la farina fino a 580 g e l'acqua a 390.

 

domenica 12 aprile 2015

Torta alla ricotta con uvetta e pinoli


Periodicamente torna una torta con la ricotta!
Ho variato il procedimento rispetto a quella che faccio di solito perchè ho montato a neve gli albumi per un risultato ancora più soffice!
E poi ho aggiunto pinoli e uvetta!
Che ne dite di provarla questo fine settimana?
Qui la versione a ciambella, senza albumi montati e variegata al cacao: a voi la scelta!
Buon week end!


Torta alla ricotta con uvetta e pinoli

Ingredienti
300 g di ricotta di mucca
300 g di zucchero
3 uova
150 g di farina 00
150 g di fecola di patate
1/2 bicchiere di olio d'oliva
100 g di uvetta
100 g di pinoli
50 g di cioccolato fondente tagliato al coltello
la scorza grattugiata di un limone
1 bustina di lievito
1 bicchierino di rhum


Procedimento
Mettiamo in ammollo l'uvetta nel rhum diluito con acqua. Separiamo i tuorli dagli albumi e montiamo a neve questi ultimi.
Lavoriamo la ricotta sgocciolata con una forchetta, aggiungiamo lo zucchero e i tuorli uno per volta montando con le fruste. Aromatizziamo con il limone e aggiungiamo le farine setacciate con il lievito. Strizziamo e asciughiamo l'uvetta, la passiamo in poca farina, setacciamo via quella in eccesso e uniamo al composto. Aggiungiamo anche pinoli e cioccolato e infine i bianchi montati a neve.
Trasferiamo in uno stampo coperto di cartaforno e inforniamo a 180° per circa 40 minuti. Facciamo la prova stecchino per verificare la cottura.


venerdì 10 aprile 2015

Carciofi in umido


Tra l'inverno e la primavera a casa mia i carciofi non mancano mai!
Di solito li preparo per cena, in bianco, interi e con le patate. Farcisco l'interno con aglio e prezzemolo...oppure anche con mollica di pane, capperi, acciughe....e poi li metto in casseruola con tante patate che assorbono il gusto dei carciofi e diventano più buone dei carciofi stessi.
Questa volta però avevo dei carciofi romani molto diversi tra loro nella misura: uno grandissimo e gli altri 2 piccoli, e non mi sembravano carini messi gli uni a fianco all'altro. Tanto più che quelli piccoli avrebbero cotto in minor tempo.
Così ho tagliato tutto in spicchi (cosa che mi dispiace sempre un po' perchè il carciofo intero sembra un fiore...) e li ho cucinati quasi come se fossero uno spezzatino.
...buoni e adatti anche come condimento della pasta.


Carciofi in umido

Ingredienti per 2 persone
2 carciofi grandi
2 pomodori pelati
1 spicchio d'aglio
1 spicchio di cipolla
1 ciuffo di prezzemolo
olio d'oliva
sale e pepe


Procedimento
Eliminate le foglie più dure dai carciofi, tagliate le punte e i gambi, riducete in spicchi. Immergeteli man mano in acqua acidulata con succo di limone e recuperate anche i gambi eliminando la corteccia più esterna e tagliateli a tocchetti.
Preparate un soffritto con aglio, cipolla e gambi di prezzemolo, aggiungete i carciofi lavati e sgocciolati e fate insaporite per alcuni minuti. Salate e pepate, poi aggiungete i pelati e mezzo bicchiere di acqua calda. Lasciate stufare a fiamma media e portate a cottura. Cospargete con del prezzemolo fresco e servite caldi.


Note
Sul mio blog c'è poi una ricetta particolarmente buona che non posso non ricordarvi, da amante dei ravioli quale sono: ravioli di carciofi al sugo di gamberi; risale agli albori del blog e le foto erano brutte brutte brutte, ma che più brutte non si poteva :)


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